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Lo stile di vita e la salute incidono sulle dimensioni del pene?

Cosa c’è da sapere sulla dimensione del pene? Alcuni studi al riguardo

Ci si domanda spesso da cosa dipendono le dimensioni del pene e in base a quali fattori possono variare. A riguardo, sono state eseguite numerose indagini e anche medici ed esperti si sono interrogati su quale sia la lunghezza media dei peni e su quali parametri possano influenzarla.

Un team di ricercatori internazionali, infatti, ha condotto uno studio per capire se è possibile prevedere quanto si possa estendere l’organo maschile, partendo dal suo stato di flaccidità fino a quello di piena erezione, cercando di comprendere quali sono i fattori che possono determinarne le dimensioni.

Falsi miti vs realtà: cosa ha dimostrato la scienza?

Nel 1966, William Masters e Virginia Johnsons, pionieri dell’educazione sessuale, smentirono una serie di “credenze falliche” e false nozioni riguardo il pene umano nel loro libro Human Sexual Response. Una di queste era l’idea che i peni maschili, che appaiono più grandi durante lo stato flaccido, siano più grandi anche durante l’erezione.
Al contrario, i due hanno scoperto che c’è più differenza di misura tra due peni quando sono flaccidi che non quando sono eretti e hanno notato che gli uomini che allo stato flaccido presentano dimensioni medie del pene minori della norma, tendono a ottenere un aumento maggiore, sia in lunghezza che in grandezza, quando sono in erezione.

Recentemente, alcuni ricercatori di vari istituti internazionali tra cui la Scuola di medicina della Tulane University di New Orleans e l’Università della California, negli USA e la Mahidol University in Thailandia, hanno esposto una ricerca secondo cui ogni fattore fisiologico o ricondotto allo stile di vita potrebbe avere influenza sulla dimensione del pene e permettere di prevedere il grado di estensione da flaccido a eretto.

Gli uomini solitamente ripongono un’eccessiva attenzione alla dimensione e all’apparenza dei loro peni, sia in stato flaccido che eretto”, scrivono i ricercatori nell’introduzione alla loro relazione, pubblicata sul “International Journal of Impotence Research”, il cui primo autore è il dottor Faysal Yafi.

Quali fattori determinano la dimensione del pene?

Si sa, che per gli uomini le dimensioni del pene contano molto, e che, talvolta, siano spinti a credere che sia lo stesso per le donne. In realtà, si tratta più che altro di un approccio psicologico alla questione, a cui si aggiunge il fatto che la maggior parte degli uomini ha una sbagliata percezione delle proprie grandezze.

Questa attenzione, da parte del genere maschile per le dimensioni del proprio organo, ha portato all’uso di definizioni ad hoc per descrivere le due casistiche più frequenti in relazione all’allungamento del pene dallo stato di flaccidità a quello di erezione:

  1. Si definiscono “shower” i casi in cui si ha una dimensione maggiore del pene da flaccido ma non si acquisisce una lunghezza altrettanto maggiore quando il membro è eretto.
  2. Si parla di “grower” o “sviluppatore” quando, invece, si raggiunge gradualmente più lunghezza e circonferenza peniena in fase di erezione rispetto alle ridotte dimensioni di partenza.
    Nonostante la validità di questa classificazione, i ricercatori spiegano che non è così facile prevedere in quale di queste categorie rientri ciascun uomo e resta, pertanto, difficile stimare quale sia effettivamente la lunghezza media dei peni.

Cosa dice lo studio sulle dimensioni del pene?

Lo studio in questione era una rassegna retrospettiva dell’analisi dei dati forniti da 274 partecipanti con disfunzione erettile. Quando fu condotta l’indagine, le varie lunghezze e dimensioni dei peni vennero misurate sia in stato flaccido che eretto. Per raggiungere lo stato di erezione, tutti i partecipanti furono sottoposti a un’iniezione intracavernosa di prostaglandina E1 (sostanza utilizzata per trattare la disfunzione erettile) alla base del pene, in combinazione con simulazioni sessuali audiovisive.

Basandosi sulla loro analisi iniziale, i ricercatori scoprirono che, in media, c’era una differenza di 4 centimetri tra la lunghezza del pene nel suo stato flaccido rispetto al suo stato in erezione.

Gli uomini i cui peni crescevano di 4 cm o più da flaccidi a eretti vennero definiti “sviluppatori”, mentre i partecipanti il cui pene cresceva sotto i 4 cm furono definiti “a doccia”.

Complessivamente, solo il 26% dei partecipanti mostrò una crescita nella media o sopra la media, mentre il 74% degli uomini mostrò una crescita della dimensione pene al di sotto della media.

Diametro e lunghezza del pene: indicatori e fattori di rischio?

Per analizzare i risultati della ricerca, gli studiosi esaminarono una serie di fattori che erano stati individuati come indicatori precoci della differenza di dimensioni del pene che ciascun soggetto avrebbe mostrato. Questi includevano:

  • fumo
  • diabete
  • prostatectomia radicale (rimozione chirurgica della ghiandola prostatica)

Tuttavia, le analisi condotte successivamente non hanno prodotto le stesse associazioni:

Nei nostri studi, né i tassi di fumo, diabete mellito, né una precedente prostatectomia radicale, erano diversi tra ‘sviluppatori’ e ‘pioggia’, né erano in grado di prevedere in modo significativo il fatto di essere uno ‘sviluppatore’ su analisi invariata”, scrissero i ricercatori.

L’unica associazione più rilevante che la squadra di ricerca fu in grado di trovare fu che gli “sviluppatori” tendevano a essere più giovani e soli, evidenziando il collegamento tra lo stato civile e l’età.

Ma cosa vuol dire che uomini più giovani hanno probabilità più alte di osservare una maggiore differenza di dimensione del pene tra lo stato flaccido e lo stato eretto? Probabilmente, secondo i ricercatori, questo ha a che vedere con la gamma di cambiamenti fisiologici che avvengono con l’aumento dell’età.

Quando gli uomini invecchiano – scrivono gli autori – si manifestano cambiamenti fisiologici associati all’età, come aumento di infiammazione e fibrosi, diminuzione dell’elasticità del tessuto e del contenuto del muscolo liscio e diminuzione del flusso sanguigno del pene, oltre a una potenziale alterazione dell’ingrossamento del pene.”

Gli studiosi hanno aggiunto, però, che il loro era solo un piccolo studio, basato su un insieme di casi ristretto e che un’ulteriore ricerca sarebbe necessaria per provare a replicare questi risultati e convalidare queste scoperte.